Il cerchio si chiude

 

Ormai e’ un vero gioco ad inseguimento. Appena Facebbok muta qualche sua funzione, i quotidiani cercano di adeguarsi.Sembrano tutti supplementi del socialnetwork.
Forse uno dei tornanti più rilevanti e’ stato imboccato in questi giorni. Mark Zuckerberg mira alla soluzione finale: Facebook diventa un ambiente autoreferenziale, che ha chiaramente come obiettivo di assorbire ogni necessita’ e ambizione dei suoi 1.450 milioni di frequentatori. Proprio come nel Cerchio, il profetico libro di David Egger, in cui si disegna la societa’ dei prossimi 15 anni, non100, dove un unico socialnetwork coincide con la stessa vita del pianeta, subordina ritmi e artivita’ dell’esistenza della popolazione ai suoi interessi.

Il breaking digital di Facebook e’ l’annuncio che gia’ nei prossimi mesi , prima negli USA, e poi nell’intera geografia globale del sistema, verrà integrato un motore di ricerca. una potenza di selezione dei contenuti, mirato prevalentemente alle news.

Due gli bbiettivi:da una parte dare un colpo,forse risolutivo, al primato di Google come fonte primaria delle informazioni; secondo rendere elletticamente perfetta l’offerta di servizi per ogni singoli utente che non ha piu’ opportunita’ o pretesti per uscire dal perimetro del socialnetwork: ogni necessita’ e’ coperta.

Last but not least il dominio assoluto sui flussi delle news.
Facebook infatti perfeziona la sua presa di possesso del mercato delle informazioni, dopo gli accordi con le grandi testate quali il New York Times e il Guardian, e anche qualche integratore di contenuti come lo stesso Buzzfeed, creando un format del tutto innovatovo e inedito per fruire di informazioni.

Il flusso che sostituirà l’oggetto giornale, facendo comparire sulla bacheca di destra della nostra pagina Facebook una sorta di blog informativo preconfezionato da Facebook sulla base dei profili che il socialnetwork ha elaborato per ognuno di noi, sarà sorretto anche da una funzione di research che rendera’ del tutto autonoma la fruizione di news suFacebook rispetto a qua.siasi altra fonte xiretta o intermwdia: dalle testate allo stesso GoogleNews. Limita dosi a condividere con le stesse fo ti il profitto pubblicitario al 50%.

Il cerchio, è proprio il caso di dirlo, così si chiuderà definitivamente.
Contemporaneamente i quotidiani aderiscono a questa evoluzione della specie, adattando la propria identità e caratteristica alla massima complementarietà con Facebook. Dal Pais al Washington Post http://www.ilpost.it/2015/05/09/nuovo-sito-washington-post/, si annunciano re thinking della stessa struttura del quotidiano, che perde la sua identita’ di rassegna di informazioni per diventare sempre piu’ uncentro servizi digitale che affianca e supporta i socialnetwork.

Il Pais rovescia completamente la gerarchia fra versione stampata e quella elettronica del giornale, distaccandosi dalle informazioni primarie. Il Washington Post sotto la gerenza di Bezoss diventa sempre piu’ una community di collegamwnto,dove le soluzioni tecnologiche valgono piu’delle notizie.Lo stesso NewYorkTimes si riorganizza con un modello di storytellig georeferenziato per offrire ad ognuno storie riferite al territorio in cui opera.
Uno scenario in cui rimane del tutto marginale la capacita’ di controllo e negoziazione da parte degli utenti che si trovano senza piu’ interlocutori e controparti riconoscibili nella gestione del diritto fondamentale della modernita’ che e’ quello di contrattare la fonte delle
proprie informazioni.

Michele Mezza
http://www.ilpost.it/2015/05/09/nuovo-sito-washington-post/