Internet: Mezza, Eco? E’ peggio essere sudditi che imbecilli

screenshot_Ansa_Mezza_Eco_DonzelliDonzelli presenta libro “Giornalismi in rete”,prefazione Anselmi (ANSA) – ROMA, 12 GIU – “Umberto Eco dovrebbe sapere che essere sudditi è peggio che essere imbecilli. Anzi, ne è quasi sempre la premessa. Oggi il vero rischio della rete è quello di una silenziosa subalternità al potere dei pochi samurai dell’algoritmo, come Facebook o Google. Per questo, Eco farebbe meglio a usare il suo prestigio per promuovere l’autonomia del nostro mestiere di giornalisti da questi samurai, piuttosto che farsi portavoce di una casta di ex-titolari esclusivi della parola”. Lo ha detto Michele Mezza, autore del libro “Giornalismi nelle rete”, editore Donzelli, in libreria dal 18 giugno 2015, riferendosi alle parole di due giorni fa di Eco: “I social media – aveva detto ricevendo la laurea honoris causa a Torino – danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività”. Il libro di Mezza, che ha per sottotitolo “Per non essere sudditi di Facebook e Google” e che si apre con una introduzione di Giulio Anselmi, si basa su una formula molto innovativa di integrazione tra cartaceo e digitale. Attraverso l’uso continuo dei quark code e il rinvio a un sito on-line che viene continuamente implementato: gionalisminellarete.Donzelli.it, la discussione sulle nuove frontiere del giornalismo digitale viene alimentata in modo da creare una comunità interattiva di addetti ai lavori. “Lo scopo – spiega lo scrittore e giornalista Rai Michele Mezza – è proprio quello di promuovere il massimo di qualità professionale, insieme col massimo di dominio delle potenzialità e dei linguaggi della rete”.(ANSA). BSA 12-GIU-15 17:26 NNNN